Rino Tinella e Skoda Octavia Wagon alla Sarnano Sassotetto

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Ci sono macchine da corsa che infiammano l’immaginario collettivo dei tifosi di motorsport, ma se ad un appassionato di cronoscalate si chiede qual’è stata la vettura Turismo più seguita nella storia del CIVM, sicuramente risponderà la Skoda Octavia Wagon! Ebbene, dopo una lunga attesa, finalmente “la verdona” tornerà a ruggire sulle salite della penisola italiana con il suo carico di storia, fascino e cavalli.

La tanto amata Skoda “familiare”, prima vettura wagon a vincere un campionato italiano, acquistata a gennaio 2013 dal funambolico pilota fasanese Gasperino “Rino” Tinella, è ormai pronta per il ritorno in gara. Il suo debutto è ormai certo al 25° Trofeo Lodovico Scarfiotti – Sarnano Sassotetto.

Il veloce pilota della Fasano Corse, dopo aver effettuato un piccolo test precampionato sul circuito Tazio Nuvolari di Cervesina (PV), ha voluto rilasciare un’intervista a Salitastiledivita.it per parlarci dei suoi programmi con la Skoda.

Prima di tutto – ha dichiarato a Salitastiledivita.it il driver fasanese – voglio ringraziare pubblicamente tutti i tifosi ed appassionati che in questo periodo non mi hanno fatto mancare il loro appoggio, scusandomi per il ritardo di un anno sul programma. Prima di parlare da pilota sono un innamorato di questo splendido sport, la cronoscalata, e quindi capisco l’attesa dei molti appassionati per il ritorno di questa vettura che è un vero e proprio pezzo di storia delle salite.

Lo scorso anno, durante il test di preparazione al rientro che era fissato per Verzegnis, abbiamo riscontrato un problema tecnico – ha esclamato Tinella – quindi abbiamo riportato la vettura alla Audi Sport Italia per risolvere il problema. Logicamente essendo un team ufficiale con molte vetture da seguire in altrettanti campionati diversi, i tempi di attesa per un pilota privato si allungano notevolmente, ma devo comunque ringraziare l’ing. Radaelli e l’ing. Villa per la disponibiltà mostratami.

Ora che tutto è pronto – annuncia ai nostri microfoni –  abbiamo stilato un mini programma di 3 – 4 gare per sviluppare la vettura in prospettiva di un impegno completo nel CIVM 2016.”

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Com’è nata la scelta della Sarnano Sassotetto per il tuo debutto?

Perchè ho degli amici che me ne hanno decantato il percorso, dicendomi che è il più completo e bello del panorama italiano, mettendomi in mente il tarlo di questa gara di circa 9 km di curve veloci e tecniche. Vi dirò di più, il mio compagno di trasferte, Luigi Bobo, con cui ho percorso migliaia di km sulle salite di tutta Italia, lo scorso anno era sul percorso e mi chiamò al telefono per dirmi queste parole: Rino, su questa strada c’è scritto il tuo nome… devi correrci! Avrei potuto scegliere altri percorsi, magari la gara di casa, la Coppa Selva di Fasano, ma in cuor mio, dopo aver studiato un po di cameracar, avevo già deciso, perchè nella vita ho sempre preferito la strada più difficile. Ricominciare con un percorso sconosciuto, su di una macchina complessa che praticamente non ho ancora guidato, è una sfida troppo allettante per tirarmi indietro. Certo, sono cosciente che sto fermo da molto tempo, devo riprendere gli automatismi da gara, e queste 3 – 4 gare saranno per me un test di preparazione al 2016, ma in vita mia non sono mai partito in una gara per fare secondo! Questo non significa che parto con la presunzione di vincere, perchè gli avversari sono tutti degni del massimo rispetto, ma non per questo parto solo per portare la vettura in cima. L’obbietivo è essere al 90% della forma dalla seconda, terza gara.”

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Hai parlato di un miniprogramma di 3 – 4 gare, puoi dirci di più?

Il programma è ancora in fase di sviluppo, ma di base vorrei correre, dopo Sarnano, nella gara di casa, la Fasano Selva, per poi continuare con la Coppa Paolino Teodori ad Ascoli e chiudere la stagione a Pedavena. Ma per ora pensiamo a Sarnano…

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Considerazioni ed emozioni prima di questa gara?

Normalmente sono uno che non si fa prendere dalle emozioni, ma non ti nascondo che sento il peso di questa gara, non per il risultato, ma per il carico emotivo che comporta guidare questa vettura. Sono cresciuto con il mito di Danti, ho fatto tanti sacrifici per avere questo gioiello nel mio garage. Poteva bastare già questo, ma nel mio cuore so che devo guidarla forte, proprio in onore di quello che è stata questa vettura, sia con Fabio che con Oronzo Pezzolla, che ringrazio ancora per avermi presentato in Audi Sport Italia .

Per fortuna ho con me mia moglie e il mio piccolo Kevin che mi aiutano a non farmi prendere dalle emozioni.

Ma ora basta con le parole, tra poco a parlare sarà il cronometro!”