L’Uomo col Giubbotto Giallo va a Scarperia

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L’ambito delle salite storiche sembra un club per arzilli vecchietti, gentleman arditi e giovani alla ricerca di qualcosa di indefinito, invece, e non da oggi, non è proprio così.
La recente disputa della terza prova del Campionato Italiano, in quel di Scarperia, ha dimostrato ancora una volta che l’ambiente è bello, e personalmente posso definirlo fantastico dato che sono stato accolto con abbracci ed effusioni, e ricco di risvolti umani, ma anche tecnico, analitico e ricco di entusiasmo.
E si combatte fino all’ultimo briciolo di strada. Un’atmosfera che piace. Piace ai vecchietti come me, ma piace anche ai giovani che si avvicinano e che restano affascinati a guardare le macchine ”vecchie” andare fortissimo e si fanno avvincere dai design delle auto (all’epoca tutti differenti) e dalla relativa semplicità di scelta degli accessori, che le rende immediatamente interpretabile.
Ciò che non è interpretabile è la suddivisione del lotto dei partenti ed, ovviamente, la relativa classificazione dei premiati. Le sigle di classificazione non sono certo semplici da assimilare ed il fatto che ci siano 5 vincitori non aiuta certo. In definitiva, la gente aspetta gli ultimi a partire. I “big”. Quelli con le macchine più performanti ed interessanti. E, bisogna dire, questo lotto di partenti non delude mai.
Generalmente si tratta di vetture Lucchini o di Osella, restaurate, rivisitate, riportate in auge o addirittura rigenerate. In grado di strappare oggi tempi che all’epoca di servizio neanche si sarebbero sognate. Ed i piloti sono tutti degni di plauso. Primo perché ci sono. Secondo perché sono tutti dei gentleman driver. Terzo perché ci metto tutto del loro. Quarto perché non demordono mai.
Quinto perché sono capaci di creare interesse specifico. Infatti, anche nelle classi minori, ci sono sempre motivi di curiosità ed interesse, macchine nuove oppure rivisitate. Motivi d’interesse specifico insomma. E le sorprese non mancano mai. In una gara che sembrava scontata, nel suo fruire del paddock dell’autodromo del Mugello e l’inerpicarsi per il percorso del Passo del Giogo, ecco che al giovane campione Di Fulvio, viene a sostituirsi il portabandiera del secondo raggruppamento Stefano Peroni, che se continua così si fregia sicuramente del titolo italiano, con una macchina eccellente, una osella PA 8/10 come tutte quelle che escono dal garage di casa ovviamente. Un colpo di teatro. E poi, il Maestro Bonucci con la più recente PA 9/90 che viene relegato al secondo posto, è ancora una sorpresa. Non è una sorpresa Lottini che non molla mai ed è sempre lì.
Ottima la prova di Walter Marelli, con la Lucchini AR SN 88, ma superlativa la prestazione di Giuliano Peroni con la monoposto Martini MK 32. La creatura di Tico Martini ha subito conquistato il pubblico ed è diventata la beniamina degli addetti ai lavori. Ed il bravo Peroni, che ormai cambia macchina per non annoiarsi visto che vince sempre dappertutto, la sfrutta al meglio, anche se dice che c’è ancora margine di miglioramento. E poi via via tutti gli altri. Non me ne vogliano quelli che non nomino, poiché vorrei nominarli tutti.
Chi per valenza sportiva, chi per valenza storica, chi per simpatia, chi per costanza, chi per coraggio, chi per un mix di tutto un po’. La terza prova del campionato ha dato segnali importanti e il colpo a vuoto di Simone Di Fulvio e l’assenza ormai certa, dato che è impegnato su altri e più significativi fronti, del fratello Stefano, sembra dare già un indirizzo.

Un campionato tutto da godere, deliziandosi al passaggio di vetture eccezionali e decisamente importanti nella storia del motore.

 

L’Uomo col Giubbotto Giallo

 

(Foto credito Archivio Peroni)