La Castellana: parla il presidente

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La Castellana c’è, o, più esattamente, ci sarà. Fugate le apprensioni che avevano fatto temere per uno stop, o anno sabatico, per la classica del motore tanto cara agli orvietani e ai moltissimi appassionati delle competizioni in salita che, ogni anno, fanno da cornice alla corsa, come succede ormai da 50 anni. A mezzo secolo dalla prima edizione, targata ottobre 1966, il fascino dei tornanti che da S. Giorgio si snodano fino a Colonnetta di Prodo è sempre immutato. Sono affezionati i meno giovani che almeno una volta hanno testato le loro capacità di guida sul tracciato misto-veloce ricavandone risposte esaustive circa la possibilità o meno di tentare la carriera sportiva, ne sono innamorati i più giovani, alcuni dei quali oggi piloti affermati e anch’essi con il crisma del battesimo ricevuto sul percorso orvietano. Portarsi sul percorso, nei due giorni di gara, costituisce anche un modo per ritrovare vecchi amici e trascorrere qualche piacevole ora commentando sia il passaggio del pilota di oggi, come quello, sulla medesima curva, di quello di ieri. Luciano Carboni ha il merito, unitamente a tanti collaboratori, per il passaggio indenne attraverso le difficoltà generali degli ultimi anni. In questo periodo, il primo campanello d’allarme, ormai tacitato dagli ultimissimi eventi: “La Castellana si fa- esordisce il Presidente – al di là di tutti i pronostici che ci spingevano ad abdicare. Noi c’abbiamo sempre creduto, iscrivendo la gara a calendario, pur in mancanza dei presupposti più elementari. Poi, dopo aver bussato inutilmente a tante porte, si è finalmente aperta una strada, che ci ha ridato spirito e stimoli. Quella di quest’anno sarà l’edizione del cinquantenario e sarebbe stato un grosso dispiacere la forzata rinuncia”. Quindi, non era la mancanza di volontà, ma di qualcos’altro: “La volontà c’era, nonostante, col passare degli anni sia naturale un calo degli stimoli. L’ostacolo era, sostanzialmente, di natura economica, problema difficile da risolvere per tutte le associazioni sportive, specie quelle, come la nostra, abituate ad affidarsi al volontariato e alla passione di qualche amico che c’ha sempre aiutato. I costi organizzativi sono sempre più alti. Nel nostro sport, per fare un esempio, sono aumentati i costi delle licenze, sia per i piloti sia per gli organizzatori. Un danno per tutto il movimento. Per non parlare, poi, delle spese assicurative e per la sicurezza, cresciute anche queste, oltre alla perdita di qualche sponsor tradizionale per problemi connessi all’andamento delle aziende”. Colpisce il rincaro dei balzelli vari a gravare sulle spalle dei piloti e degli organizzatori. Quasi che, questo sport abbia una predilezione verso la politica dell’autolesionismo: “Sembra tipico del nostro Paese dove tutto ciò che è gestito dalla politica e il nostro sport lo è, ha la tendenza a farsi male da solo. Non solo nell’automobilismo, ma anche negli altri sport, le lobby, che stanno ai vertici, faticano a rinunciare ai propri benefici. C’è un calo sensibile del bacino d’utenza, perché il numero delle gare è in costante diminuzione e questi signori decidono di compensare i mancati introiti con l’incremento delle tasse per quei soggetti che rappresentano la linfa vitale della disciplina sportiva”. Una considerazione sacrosanta, quella del Presidente, che deve far riflettere. Proviamo a capire, in mezzo a tante difficoltà, quale sia stato il punto di svolta: “Per la prima volta, nella storia dell’attuale consiglio, ci siamo rivolti alle istituzioni, nella persona del Sindaco, Giuseppe Germani. Anche perché, da parte nostra, prima di prendere una decisione circa l’annullamento dellagara, ritenevamo giusto, informare l’amministrazione su ciò che stava accadendo. La Castellana non è cosa mia, come non lo è stata di chi mi ha preceduto o di chi verrà dopo. Lo considero un patrimonio della Città di Orvieto. C’è da 50 anni, è amata dalle persone, genera entusiasmo, porta benefici al turismo, è, insomma, diventata una classica. Devo dire che il sindaco Germani si è subito reso molto disponibile, si è attivato, contribuendo a fornirci le coordinate giuste per arrivare alla copertura delle spese di partenza”. E bravo il Sindaco. Perché, se esiste un merito, va giustamente riconosciuto: “Assolutamente si. A lui va tutto il nostro plauso. Riconosco, onestamente, che c’ha tolto le castagne dal fuoco”. Abbiamo l’equipaggiamento per partire. Per il poi, cosa manca?: “La posa della prima pietra, come si dice, è fatta. Adesso, nei 180 giorni che ci separano dalla gara, posticipata, come sapete al 10 e 11 Settembre, dovremo essere bravi noi e tutta la cittadinanza, a trovare le risorse mancanti per poter celebrare degnamente il cinquantenario. Abbiamo già in calendario qualche iniziativa collaterale, altre sono ancora in cantiere. Siamo, in ogni caso fiduciosi. Questo, perché nei diversi anni di presidenza ho maturato la convinzione di come la Castellana in certi ambienti, sia più vissuta e sentita di quanto possiamo immaginare noi, addetti ai lavori. L’entusiasmo dei cittadini farà il resto. Ne sono convinto” A proposito d’iniziative, dovresti spiegarci questo nuovo connubio con il vino, notoriamente poco amico di chi si pone al volante: “Come ben sai, le difficoltà aguzzano l’ingegno. Quindi, prima dell’incontro con il Sindaco e della piega positiva riguardo lo svolgimento della corsa, abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di un amico per essere partner, come Associazione, del “Wine Show Orvieto”, che si terrà nei giorni 16 e 17 aprile, al palazzo del Gusto. Forniremo la nostra collaborazione, con l’intento di ricavarne qualche utile per la gara, in un evento da noi ritenuto valido per la promozione della città e del suo vino. Il fatto, come hai detto, di essere stati cercati, conferma la tua impressione circa il forte coefficiente di penetrazione che hanno in se la corsa e l’Associazione che la organizza: “E’ un vanto che, insieme agli altri amici del Consiglio, prendiamo volentieri. Essere cercati rappresenta la conferma per aver seminato bene e, soprattutto, che siamo considerati affidabili. Ciò, ci riempie d’orgoglio”.