La 55ª Coppa Paolino Teodori e le sue sfide al photofinish

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È stato un weekend di fuoco quello della 55ª Coppa Paolino Teodori, quinta prova del CIVM, valida anche come sesta prova del FIA –EHCC European Hill Climb Championship, la massima serie continentale delle salite.

Un weekend di fuoco, non solo per il caldo africano che ha caratterizzato tutta la durata della manifestazione organizzata dalla G.S. Ascoli, ma anche per i numerosi duelli al photofinish che hanno reso spettacolare questa edizione della gara ascolana Colle San Marco – San Giacomo.
Alla fine il dominatore è stato nuovamente lui: Simone Faggioli.
Il plurititolato campione toscano della Best Lap ha conquistato la sua undicesima Coppa Teodori, riuscendo anche ad abbassare il record del percorso, da lui stesso detenuto, fermando il cronometro sul tempo di 2’09”38.

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«È una strada molto insidiosa – ha commentato il campionissimo toscano – dove è fondamentale guidare pulito, non aggredire troppo altrimenti si ottiene l’effetto contrario, peggiorando la prestazione. Qui è sempre importante trovare il giusto set up, ma in prova 1 siamo partiti male, riuscendo però già in prova 2 a ritrovare la giusta direzione da seguire per far rendere al massimo la mia Norma M20 FC Zytek. La vettura in gara andava molto bene, come del resto le nuove Pirelli che hanno funzionato al meglio! Il weekend nel complesso è stato molto positivo.»

Si è piazzato sul secondo gradino del podio il trentino della Vimotorsport Christian Merli, in leggera crisi d’assetto con la sua Osella FA30 Evo RPE. Il portacolori dell’Osella Engineering, staccato di 4,69 secondi da Faggioli, dopo aver ottenuto il miglior tempo in prova 1, non è riuscito ad adattare la barchetta torinese e le sue gomme Avon al caldo tracciato marchigiano, migliorando di poco la sua prestazione nel corso del weekend.

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«Non è stato un fine settimana positivo – ha esclamato Merli a fine gara – abbiamo fatto alcuni esperimenti di assetto che non hanno portato i miglioramenti sperati. Nonostante la vettura sia migliorata molto con le ultime evoluzioni, non siamo riusciti neanche a ripetere il tempo della passata edizione. Probabilmente ho azzardato troppo con la scelta del compound degli pneumatici. Questo ci servirà di lezione per il Bondone

Stupefacente è stato il terzo posto del giovane pilota calabrese Domenico Scola, alla guida della sua nuova Osella FA30 Zytek, a soli 1,95 secondi da Merli. Il pilota di Rende, al debutto sulla barchetta torinese “tre litri” ha impressionato tutti per la rapidità di adattamento alla nuova vettura, molto più potente e ingombrante della sua vecchia PA2000.

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«È andato tutto oltre le mie più rosee aspettative – ha dichiarato contento il nipote del compianto Don Mimì – non mi aspettavo sicuramente di riuscire a fare già nella prima gara questi risultati. Diciamo che ho iniziato a sfruttare appena il 50% delle potenzialità della vettura, che da subito mi ha dato una grande sensazione di feeling e sicurezza. Ora è importante farci molti km per acquisire la giusta conoscenza, quindi un ottimo banco di prova sarà il Bondone, che con i suoi 17 km mi consentirà di stare molto al volante della vettura.»

Si sono classificati rispettivamente al quarto e quinto posto i due alfieri del Team Faggioli, Omar Magliona e Paride Macario, staccati di 1,52 e 4,06 secondi dal podio, anche loro al volante di vetture motorizzate 3000: la Norma M20 FC Zytek per il sardo volante e l’Osella FA30 Zytek per il driver di Piancamuno.

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Hanno occupato la sesta e settima posizione, classificandosi primo e secondo tra le vetture di 2000 cc il catanese Domenico Cubeda e l’orvietano Michele Fattorini, entrambi su Osella PA 2000 Evo Honda. I due driver della biposto torinese si sono alternati al comando, con Fattorini davanti di 12 centesimi in gara 1 e Cubeda vincente in gara 2, con un distacco finale di soli 1,10 secondi a favore del siciliano. Alle loro spalle si è piazzata una terza PA2000, quella del giovane Francesco Conticelli, in ritardo rispetto ai due leader della classe di quasi sette secondi ma vincitore del derby in famiglia, piazzandosi davanti al padre Vincenzo al volante dell’Osella PA30 Zytek con oltre 5 secondi di vantaggio.
Chiude la Top Ten il mai domo pisano Franco Cinelli al volante della Lola B99/50 Evo Judd.

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Tutti i vari raggruppamenti hanno visto duelli entusiasmanti, alcuni con finale al cardiopalma: analizziamoli uno a uno.

Del gruppo E2-SC, composto dalle barchette biposto, abbiamo già visto la schiacciante vittoria di Faggioli in classe 3000 e il duello sul filo dei centesimi tra le 2000 vinto da Cubeda, con Luigi Bruccoleri autore di un buon quarto tempo in gara 2 a pochissimi centesimi da Conticelli, ma fuori dai giochi in classifica aggregata per un problema tecnico in gara1 che gli ha fatto registrare un tempo altissimo. In classe 1600 si è imposto il campano Cataldo Esposito su Radical SR4 davanti a Luigi Alfano su Radical SR3. Tra le piccole 1000, ha fatto registrare un’ottima prestazione il pilota del Team Puglia Vincenzo Pezzolla al volante della Osella Pa21s Jr/B BMW. Il veloce driver fasanese ha ottenuto la vittoria di classe, il decimo posto di gruppo e la vittoria assoluta nel Trofeo ProtoBike G-Energy promosso da noi di Salitastiledivita.it. Pezzola ha preceduto in classe 1000 il campano Andrea Pace al volante della Radical ProSport. Sempre tra le 1000, è stato un esordio sfortunato per il secondo esemplare della osellina del Team Titan di Christian Merli: il suo pilota Luca Piffer è stato autore di un pauroso incidente nell’ultima velocissima curva del tracciato ascolano, che lo ha letteralmente scaraventato fuori strada, per fortuna senza grosse conseguenze al pilota trentino, che comunque per sicurezza è stato portato in ospedale per i controlli di rito. Tanta paura e qualche leggera contusione, ma la bontà della cellula di sicurezza della biposto torinese ha evitato conseguenze ben più gravi.

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In gruppo E2-SS la classe 3000 è stata ad appannaggio del trentino della Vimotorsport Christian Merli che ha preceduto il pilota calabrese Domenico Scola e il giovane portacolori della Speed Motors Paride Macario, tutti su Osella FA30. Si è classificato al primo posto tra le 2000 il siciliano Samuele Cassibba sulla sua F. Master Tatuus, davanti al trentino Diego De Gasperi al volante della Lola Dome Honda e all’alfiere Speed Motors Giancarlo Graziosi, anche lui su F.Master Tatuus. È stato un duello deciso all’ultimo metro quello in classe 1600 tra Daniele Vellei e Filippo Ferretti rispettivamente alla guida di una gloria C8p e una Tatuus Formula Azzurra, con il pilota della formula a ruote coperte ad avere la meglio di appena 1,52 secondi. In classe 1000 vittoria in solitaria per l’ascolano Adriano Vellei e la sua gloria C8p Suzuki.

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Il gruppo dei prototipi nazionali CN, è stato senza ombra di dubbio, il più combattuto, con i primi tre piloti racchiusi in appena 75 centesimi di secondo, dopo due appassionanti manche di gara. La cronaca della CN 2000, infatti, sembra il racconto di un film thriller con protagonista le Osella Pa21s Evo motorizzate Honda. In gara 1 il più veloce di tutti è stato il potentino Achille Lombardi che ha preceduto il pilota di Castrovillari Rosario Iaquinta, staccato di appena 73 centesimi, seguito dal pilota del Team Faggioli Luca Ligato, a 1,24 secondi dalla vetta. In gara 2 le posizioni si sono ribaltate, con Iaquinta e Lombardi che ottengono lo stesso identico tempo al centesimo di secondo, e il reggino Ligato che staccava il miglior crono di manche vincendo la classifica aggregata per soli 2 centesimi su Lombardi, con Iaquinta terzo a 75 centesimi. Tra le 1600 si è imposto Eugenio Scalercio su Osella Pa21 Jr davanti ad Amilcare Dellaquila su vettura gemella, con Stanislao Bielanski primo in solitaria tra le 3000 al volante della sua Lucchini P198 BMW.

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Nella classifica aggregata E2-SH ed E1 Italia si è imposto il ceco Dan Michl e la sua Lotus Evora, precedendo di 1,75 secondi il plurititolato Marco Gramenzi al volante dell’Alfa 155 ITC e di 5,56 il ceco Vladimir Vitver su Audi TT-R DTM. Tra i piloti iscritti al CIVM, Gramenzi ha preceduto il bolognese Fulvio Giuliani e la sua Lancia Delta Evo e il pilota di Ariccia Marco Iacoangeli su BMW 320i. Sempre in E2-SH, si sono imposti in classe 2000 Manuel Dondi su Fiat X1/9 e Giovannino Piccinini su Talbot Sumbeam Ti in classe 1600. Mentre in E1 Italia, alle spalle di Iacoangeli si è piazzato Ferdinando Cimarellie e la sua Alfa 156 D2, primo tra le 2000 e Roberto Di Giuseppe su Alfa 155 GTA, primo di classe oltre 3000. Si è classificato in quarta posizione assoluta e seconda di classe 2000 il veloce Daniele Pelorosso, seguito dal vincitore della classe 1600 Giuseppe Aragona. Il giornalista di AutoMoto.it Emiliano Perucca Orfei ha ottenuto un esaltante sesto posto di gruppo e primo di classe 1600 Turbo al volante della Citroen C3 Max del Team Procar, mentre è stato Andrea Celli e la sua Peugeot 106 a vincere la classe 1400, con Davide Gandini vincitore della classe 1400-Moto su Peugeot 106 Kawasaki.

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Tra le Kia del Campionato Italiano Energie Alternative e Rinnovabili del Green Hybrid Hill Climb Cup si è imposto la new entry Francesco De Iuliis che ha preceduto Fabrizio Roncali Polo e Marco Ranivale rispettivamente di 5,33 e 5,60 secondi.

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Tra le vetture di gruppo E1-A si è imposto al volante dell’Alfa 156 TS Max Filipponi, seguito da Emanuele Cannella su Fiat Bravo HGT e Sandro Tidei su Peugeot 205 GTi, mentre in E1-N ha vinto in solitaria Michele Rinaldi su Peugeot 205 Rally.

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Nelle dreamcar del gruppo GT si è imposto nuovamente il pilota della Ferrari 458 GT3 Lucio Peruggini, sempre più lanciato verso il titolo Gran Turismo, staccando di 8,06 secondi il veloce driver della Vimotorsport Luca Gaetani su Ferrari 458 Challenge Evo, primo di classe GT-Cup. Si è classificato al terzo posto assoluto il driver ascolano Alessandro Gabbrielli, secondo di classe GT-Cup a 2,37 da Gaetani, al volante della sua nera Porsche 991 GT3.

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In gruppo A nella classifica aggregata CIVM e EHCC sono state le Mitsubishi Lancer degli stranieri a dominare, con il ceco Jaromìr Maly che ha preceduto lo svizzero Christian Schweiger e il ceco Lukas Vojàcek, rispettivamente di 1,6 e 7,49 secondi, con la TurboLady Gabriella Pedroni quarta, ma prima tra i piloti del campionato italiano. Alle spalle della vincitrice della Coppa Dame si è classificato il siciliano Salvo D’Amico su Renault Clio, vincitore della classe 2000 davanti a Paolo Parlato e la sua Honda Civic Type R. Quarta assoluta di gruppo e prima tra le 1600 si è classificata la Citroen Saxò di Antonio Di Giambattista, mentre in classe 1400 si è aggiudicata la vittoria la Peugeot 106 di Gabriele Casanica.

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Il gruppo N sia nella classifica EHCC sia in quella CIVM si parla italiano con le vittorie di Antonino “O Play” Migliuolo per la continentale e di Rudy Bicciato per la nazionale. Il sorrentino di Trento ha regolato la concorrenza staccando il diretto rivale nella massima serie europea, il bulgaro Nikola Miljkovic di 1,56 secondi con Bicciato terzo davanti al ceco Tomas Vavrinec. Tra le piccole 1.6 il piemontese della Vimotorsport Gianni Regis su Peugeot 106 si è imposto sul pilota di Popoli Vincenzo Ottaviani e Gabriele Giardini entrambi su Citroen Saxò Vts. Battuta d’arresto in gara 1 per il potentino Rocco Erricheti, secondo in gara 2 a 91 centesimi da Regis, ma non classificato in gara 1 per una toccata nella parte iniziale del tracciato. Da segnalare la vittoria in classe 2000 del portacolori dell’Apulia Corse Francesco Colabello su Renault Clio RS, mentre tra le piccole 1400 la gara si è decisa al photofinish con i primi tre piloti in meno di un secondo. Ad aggiudicarsi la vittoria è stato il finanziere volante Claudio Pio, che al volante della sua Peugeot 106 ha preceduto di appena 55 centesimi il veloce driver della Cosenza Corse Arduino Eusebio su VW Polo e di 95 centesimi il pugliese della Fasano Corse Vito Lisi, anche lui su Peugeot 106.

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Tra le Racing Start Plus, si è imposto al rientro nel circus del CIVM il pescarese Giuliano Pirocco, vincitore per appena 35 centesimi su Andrea Mammarella, dopo essersi invertiti le posizioni tra gara 1 e gara 2. I due piloti della Honda Civic Type R hanno preceduto il leader della classifica Serafino Ghizzoni e la sua Renault Clio RS di circa 5 secondi. Tra le sovralimentate ha vinto Andrea Marchesani su VW Polo 6R in classe RSTW Plus mentre la milanese Rachele Somaschini si è imposta con la Mini Cooper JCW dell’Élite Motorsport in classe RSTB Plus davanti al giovane driver della Mini Cooper curata dall’AC Racing, Andrea Palazzo e all’Opel Corsa OPC di Serafino La Delfia. In classe RS1.6 Plus si è aggiudicato la vittoria Tommaso Colella al volante della Honda Civic EK4, precedendo la Citroen Saxò Vts di Riccardo Pomozzi e la Peugeot 106 di Antonio De Luca. Ha ottenuto una vittoria in solitaria tra le 1.4, con un discreto tempo di manche il driver della Peugeot 106 Rally Nicola Merli.

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Tra le vetture di stretta derivazione di serie, le Racing Start continua la lotta tra i tre piloti fasanesi di classe RSTB 1.6. A spuntarla sulla linea del traguardo di San Giacomo non poteva che essere il suo omonimo Giacomo Liuzzi. Il pilota della Fasano Corse ha spinto al limite la sua Mini Cooper S giallo fluo preparata dall’AC Racing, precedendo il portacolori della Scuderia Vesuvio Ivan Pezzolla di appena 0,19 secondi e il suo compagno di scuderia Oronzo Montanaro di 2,72 secondi. Tra le aspirate si è imposto nuovamente il poliziotto volante Giovanni Loffredo, ormai tutt’uno con la Honda Civic Type R. Il graduato della stradale ha controllato la nutrita pattuglia di Renault Clio alle sue spalle, con il reatino della Fasano Corse Antonio Scappa ottimo secondo a soli 1,85 secondi, che ha preceduto l’altra Clio della scuderia fasanese, quella di Gianni Angelini, in ritardo di 3,43 secondi dalla vetta. Ha ottenuto una nuova vittoria con relativo record di classe il portacolori dell’Apulia Corse Ciccio Savoia, vero e proprio mattatore della classe RS1.6. Il giovane driver fasanese ha regolato la concorrenza, ritoccando di ben due secondi il record e staccando l’Honda Civic di Marco Cappello di 2.18 secondi e la Peugeot 106 del compaesano Leo Taddeo di 6,49. Da segnalare la seconda posizione in gara 2 di un altro veloce driver fasanese, Riccardo Martelli, solo dodicesimo nella classifica aggregata per un errore in gara 1. Tra le piccole RS1.4 si è classificato al primo posto il giovanissimo pilota Andrea Pinto, che ha preceduto di 2 secondi il funambolico Teo Furleo e il pilota della Pave Motorsport Andrea Terziglio, tutti su Peugeot 106.

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Nel gruppo Le Bicilindriche, vi è stato un nuovo e appassionante duello tra i due calabresi Angelo mercuri e Antonio Ferragina, entrambi su Fiat 500. A spuntarla è stato il pilota di Lamezia Terme Mercuri, che ha preceduto il corregionale di appena 1,32 secondi. Terzo classificato un altro driver calabrese, il reggino Domenico Morabito, anche lui su Fiat 500, staccato di 14,33 secondi.

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Prossima tappa del CIVM l’università delle salite, la mitica Trento Bondone, in programma dall’1 al 3 luglio.